End of the Big Deal: report della Bernestein Research
La Bernstein Research ha pubblicato un interessante report che analizza le prospettive future per il Big Deal.
Il report prende come spunto l’affermazione di David Prosser, direttore esecutivo delle biblioteche di ricerca inglesi, il quale ha affermato che le biblioteche non vogliono cancellare i Big Deals, ma non avranno alternative se i più grandi editori non riducono notevolmente i loro prezzi.
Secondo il report il “Big Deal” è stato un modello commerciale che ha funzionato bene per oltre un decennio, ma nella situazione economico-finanziario attuale è insostenibile. I bibliotecari in passato si sono lamentati a lungo del fatto che il “Big Deal” era un modello di contratto che impediva, limitando le loro risorse, di finanziare altri settori di attività.
Tuttavia, le biblioteche accademiche continuavano a rinnovare e finanziare dei contratti secondo il modello “Big Deal”. A tal proposito, Elsevier ha dichiarato che meno del 10% delle loro entrate deriva da sottoscrizioni individuali.
Il report sostiene che continuare ad adottare il modello del Big Deals diventerà sempre meno sostenibile nel tempo, poichè i bibliotecari sono sempre più vincolati da budget che non possono tenere il passo con gli aumenti di spesa richiesti dai contratti.
Secondo il report tale situazione costringerà i bibliotecari ad esaminare i cataloghi di ogni editore per valutare l’utilità di ciascun titolo, sulla base di nuovi fattori come l’uso.
Le università che hanno cominciato a rinunciare al Big Deals sembrano in grado di far fronte alle loro esigenze scientifiche. Le esperienze di queste università, insieme con le pressioni di bilancio in tutto il mondo, rappresentano una significativa minaccia per il futuro del “Big Deal” .
Il report ha esaminato l’esperienza di una università di grande dimensione che ha sospeso due dei suoi “Big Deals” ed ha scoperto che i risparmi sono di grandi dimensioni (circa il 30%), e il tasso di lamentele da parte degli utenti è minimo.
Secondo il report le biblioteche universitarie e di ricerca in tutto il mondo si rivolgeranno sempre più a queste esperienze, innescando una fuga precipitosa verso singoli pacchetti di riviste a discapito del Big Deals.
Il report in particolare fornisce una previsione della crescita in termini di di guadagni per l’editore Elsevier secondo la quale i ricavi, in aggregato, di Elsevier aumenteranno del 1-2% ogni anno nel migliore dei casi, e ben al di sotto dei ricavi storici del 5-6% o del 4-5%.
Il caso base per Elsevier prevede una crescita organica annuale che rimarrà al 2% nel 2011, il declino al di sotto del 2% avverrà invece tra il 2012 e il 2015.
Sul suo blog Richard Poynder intervista l’analista finanziario Claudio Aspesi, uno dei due autori del report.
Il report è disponibile sul sito di SPARC Europe http://www.sparceurope.org/resources/general-advocacy-materials/EndoftheBigDeal.pdf/view
Invia ad un amico
Post Simili
- Vivere o morire di big deal: un articolo
- Letture - Le statistiche d’uso e il big deal - Articolo pubblicato sulla rivista ” Learned Publishing”
- L’Università dell’Oregon abbandona il big deal
- Le biblioteche di ricerca britanniche dicono no al big deal se i costi non si abbassano
- Pubblicato nuovo articolo sul Big Deal sull’ultimo numero di Serials
- Pubblicate le presentazioni della conferenza dell’ASA : crisi economica e l’impatto sulla comunicazione scientifica
- Big Deal, piano B: quali risultati?
- Letture - ancora sul big deal.. con qualche proposta di alternativa
- Open Day Swets: 14 ottobre 2010 - Tavola rotonda sul futuro dei contratti consortili
- Quando la trasparenza si scontra con le clausole di confidenzialità: il caso Elsevier e l’univ. di Washington State
Home
Chi siamo
Stampa ultimo fascicolo
Indici
Iscriviti
Voce RSS
RSS

Leave a Reply