Sull’ultimo fascicolo di Learned Publishing è stato pubblicato un interessante articolo dal titolo “Thirty trends shaping the future of academic libraries”, di David Attis e Colin Koproske (V. 26, Number 1, January 2013 , pp. 18-23(6). L’articolo fa seguito a un progetto di ricerca condotto nel 2011 da Education Advisory Board.
I 3o trend per le biblioteche accademiche sono stati raggruppati in 5 aree principali: la trasformazione dell’ecosistema editoriale; l’evoluzione delle modalità di acquisizione di risorse; l’editoria scientifica e gli abbonamenti; il ripensamento degli spazi delle biblioteche; bibliotecari e servizi.
Nell’area “Trasformazione dell’ecosistema editoriale” rientrano:
- ampiezza delle collezioni che perde rapidamente di importanza
- misure tradizionali che non aiutano più a rispondere alla domanda “qual’è il valore della biblioteca?”
- aumento del prezzo dei periodici che spinge le biblioteche verso nuovi modelli editoriali
- possibili alternative alle biblioteche che garantiscono un accesso più veloce all’informazione
- diminuzione della richiesta per i servizi tradizionali
- nuovi utenti che richiedono budget più flessibili e una migliore cultura organizzativa
Nell’area “Evoluzione delle modalità di acquisizione di risorse” sono indicati
- adozione degli ebook arrivata a un livello critico
- collezioni digitali che offrono accesso all’informazione a prezzi ridotti e per un ampio pubblico
- capacità di assecondare la transizione al digitale
- copyright e diritti d’uso che ostacolano l’accesso all’informazione
- l’ampia adozione del modello Patron Driven Acquisition
Nell’area che riguarda il “Ripensare i modelli di pubblicazione tradizionali“, vengono elencati
- l’opportunità di un organismo centrale di acquisizione delle risorse bibliografiche
- l’emergere del modello pay-per-article in contrapposizione al Big Deal
- l’evidenza dell’open access come modello economico potenzialmente predominante
- l’aumento delle infrastrutture a sostegno dell’OA nelle istituzioni
Sul “Ripensamento degli spazi della biblioteca“, si leggono
- l’obsolescenza delle collezioni cartacee, e la tendenza a delocalizzarle fuori dai campus universitari
- la diffusione dei discovery tool come strumenti per fornire un canale ulteriore di scoperta (anche casuale) delle risorse
- utilizzo delle statistiche d’uso sugli accessi per dare priorità alle collezioni locali
- sistematizzare lo scarto delle risorse, lavorando contemporaneamente al consenso riguardo questa pratica
- evitare la duplicazione dei contenuti e delle risorse con acquisti collaborativi e piani di acquisizione
- ripensare allo spazio della biblioteca per facilitare la collaborazione tra gli studenti
Per quanto riguarda “Bibliotecari e servizi“, infine:
- decentralizzazione dell’attività di catalogazione, utilizzando i servizi di catalogazione messi a disposizione dai fornitori
- organizzazione del servizio di reference
- impiego “collaborativo” dello staff tra istituzioni per formazione dell’utenza e simili
- collaborazione tra biblioteche e dipartimenti IT all’interno dell’istituzione
- formazione degli utenti all’uso approfondito degli strumenti della biblioteca
- inserire il contatto con gli utenti ed eventualmente la formazione all’interno di corsi e occasioni strutturate
- nuove infrastrutture informative per la gestione dei dati della ricerca
- profili lavorativi specializzati (a contratto) per supplire alle carenze di organico che sono ormai endemiche nelle biblioteche accademiche
- collaborazione con gli editori per valorizzare al massimo le collezioni speciali possedute dalle biblioteche
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